I Mille di Garibaldi

Nella mia città di fronte al mare, c’è una statua equestre, opera di Leonardo Bistolfi che rappresenta Giuseppe Garibaldi che guarda Nizza. Quando c’è burrasca, si staglia suggestiva contro il cielo scuro e quando c’è vento di mare, sembra che davvero si gonfi il poncho del generale. Da quasi cent’anni presidia la fine di un viale alberato nei giardini del Prolungamento. Avevo degli amici che lavoravano a Milano e che tornando a casa il sabato, la prima cosa che facevano, appeni scesi dal treno, era quella di venire al Prolungamento a rifarsi gli occhi e i polmoni con il mare. Per molti di quelli nati qui, il mare, la spiaggia sono un po’ come il sangue. Quasi come una droga del sentimento. A un mio amico partito per il Sud Africa, preparammo una scatola con una serie di contenitori di vetro. In uno c’era l’acqua di mare prelevata nel posto dove lui andava a fare il bagno, in un altro la sabbia della spiaggia dove aveva giocato bambino. Tutta una serie di piccoli souvenir della nostra memoria comune. Foto con i nostri cinema, i campi da calcio, i negozi che avevano sostituito i bar delle nostre notti. Si commosse come un vitello, ma eravamo già adulti. Quasi vecchi. Sicuramente pazzi. Ci divertimmo anche di più, maturi professionisti, camicia e cravatta a confezionare il regalo. Davanti a Garibaldi ci passano tutti, o prima o poi. Residenti, forestieri, viaggiatori di un giorno, turisti periodici. Molti sono poi dei nuovi “savonesi”, anche se etnia, colore della pelle, abitudini, farebbero pensare il contrario. Tutti pagano dogana qui e fanno riferimento al mare. Colori, odore di salmastro, rumore delle onde, la sabbia fine. Un’ipnosi da cui è improbabile risvegliarsi. Queste sono alcune delle immagini che ho scattato sotto la statua di Garibaldi. Se qualcuna delle persone ritratte non gradisce, me lo segnali, provvederò immediatamente alla rimozione con le mie scuse per l’ingerenza. Ma la tentazione dello scatto, come il richiamo del mare, è stata troppo forte.


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Commenti

    1. In effetti dalla spiaggia l’osservazione è più facile. E devi credermi, la folla eterogenea che passa davanti a Garibaldi, è incredibile.

    1. Le foto sono significative, credo, e indicative di una situazione che a molti sfugge e viene sottovalutata. Questa è la realtà di una Savona che cambia. Il racconto è solo una testimonianza. Ciao Davide, grazie

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